© Corporazione Patrizi di Mendrisio. 2019

La nostra storia

Chi siamo

Il Patriziato di Mendrisio si estinse all’inizio del 1800. Perciò per risalire ai discendenti delle famiglie residenti a Mendrisio il 15 febbraio 1798, quando si decisero le sorti della Comunità, si è consultato l’archivio parrocchiale e trovato l’elenco dei “Vicini” (Patrizi) redatto dal prevosto Ambrogio Torriani nel 1817. Da tener conto che citati erano solo i maschi, infatti le donne non entravano in considerazione.

Dobbiamo poi fare un passo avanti fino al 1805, allorquando nel neonato Cantone del Ticino si realizzò il progetto di separazione del Comune Politico, le antiche corporazioni vennero sciolte mentre i beni passarono gradatamente al Comune (è ancora menzionata una spartizione di beni nel 1837). 

Ad oggi siamo possessori di 74'275 mq di boschi, tutti frutti di donazioni avvenute dalla rinascita ad oggi, e tutti sulle falde del nostro Monte Generoso.

Le famiglie patrizie all’inizio dell’ottocento erano ben 210 di cui 580 uomini e 73 cognomidiversi. Ora sono solo trentacinque le parentele patrizie (vedi tabella con i rispettivi stemmi). Quindi nello spazio di 170 anni oltre la metà di esse si sono estinte.

Ad oggi i Patrizi registrati sono 230.

 

Un po’di storia

Secondo il Prof. Mario Medici, il nostro Patriziato affonda le sue radici nell’alto Medioevo circa 700/800 dopo Cristo e venne costituito per far fronte al potere di poche famiglie nobili, i Torriani, i Bosia o Busioni (Guelfi) ed i Rusca (Ghibellini), possessori di fondi anche fuori dal Comune e di grande potere finanziario e politico con cariche importanti, “Podestà”, “Vicari di giustizia”, Landscriba dei Landfogti, Abati, Prevosti, Badesse, un Vescovo ed una Chiesa Privata oltre a Padronati di Altari e diritti di sepoltura in Chiesa. 

Una testimonianza tangente, la Chiesa di San Sisinio alla Torre a Mendrisio di proprietà della famiglia Torriani con compatroni la famiglia Bosia, queste due famiglie millenarie sono di origine longobarda e militante guelfa, le loro radici risalgono al ceppo dei DE MENDIXIO dal quale scaturirono poi.

Le cose cambiarono verso il 1619, i “divisi” o forestieri vollero partecipare attivamente alla gestione ed alla vita di Mendrisio ricorrendo anche al Landfogto ed ai Sindacatori Svizzeri, ma i “vicini” rifiutarono l’ammissione nel patriziato e la disputa durò più secoli, fino al 1780 quando accettarono alcune famiglie di peso dietro pagamento di una tassa speciale chiamata di “Borghesato” (i Beroldinge, Baroffio, Borella, Fontana, Maderni, Marliani, Soldati, ecc.). Con le idee irradiatesi in Europa dalla rivoluzione francese si arrivò ad un compromesso che sfociò con lo scioglimento del Patriziato il 4 maggio 1805 mentre i beni in proprietà passarono al Comune.

 

La rinascita

Il 20 febbraio 1974 alla presenza di un centinaio di patrizi, il promotore Luigi Soldati apre l’Assemblea costitutiva con il seguente saluto :  “a nome dei promotori di questa riunione ricostitutiva dell’Associazione Patrizi di Mendrisio, che possiamo definire storica in quanto ben 170 anni sono trascorsi dallo scioglimento del Patriziato, vi do il più cordiale benvenuto..”.

L’iniziativa ha lo scopo di riunire tutti i discendenti delle più vecchie famiglie di Mendrisio, nello spirito dei vincoli e delle antiche tradizioni avite, rievocando fatti, usi e costumi della vecchia Mendrisio, raccogliendo cose, tradizioni ed idee da tramandare ai posteri. Tutto ciò senza alcun fine discriminatorio nei confronti degli altri cittadini non patrizi ma altrettanto operosi in questo Magnifico Borgo.

Personalità di alto profilo hanno entusiasticamente aderito all’iniziativa, storici, magistrati, scrittori, artisti, politici, ecc. ma due vanno particolarmente citati, Tino Ferrazzini primo Presidente e Luigi Soldati Segretario, veri promotori di questa rinascita.

Alle prime sedute del neo costituito Consiglio Direttivo, su proposta dell’avv. Vittorio Torriani (Giudice), si optò per la denominazione di “Corporazione dei Patrizi di Mendrisio” che aveva il pregio di non sottostare alle leggi Cantonali e ci dava la possibilità di creare gli statuti a noi confacenti (vedi allegato). 

Negli anni a venire, cambiata pure la legge Cantonale, il 12 maggio 2011 la Corporazione in un’Assemblea gremita di partecipanti adottò dei cambiamenti al suo statuto, optando per una doverosa e significativa apertura verso il sesso femminile, infatti da quella data si è constatato una rinascita di adesioni ed un nuovo entusiasmo, da allora la “donna” può trasmettere l’appartenenza al suo “Casato” e così di seguito, è doveroso citare che qualche resistenza di peso ci fu, quindi per appianare la disputa si è cercato e trovato un compromesso.

A differenza degli altri Patriziati che per legge Cantonale dopo un certo numero di anni qualsiasi domiciliato ha la facoltà di chiederne l’affiliazione, nel nostro caso ciò non è possibile ed i cognomi e stemmi esposti nella sala Patriziale non saranno mai cambiati, non ci potranno più essere aggiunte di famiglie.

L’appartenenza è vincolata (al Casato dei cognomi riconosciuti) nella famosa lista del 1817 redatta dal Prevosto Ambrogio Torriani che abbiamo già citato in precedenza.

Per terminare negli anni ’90 il Municipio ci ha concesso gratuitamente l’uso di locali dai quali abbiamo ricavato la nostra Sede con sala riunioni, segretariato ed archivio dove custodiamo donazioni di quadri ed alberi genealogici delle nostre famiglie patrizie.

 

 

Opere ed attività dalla rinascita ad oggi

Dopo la creazione del gonfalone “Vessillo” (vedi foto allegata) con madrina la signora Lavinia Trottmann-Rusca e padrino l’avv. Vittorio Torriani, all’inizio degli anni ’80, il Consiglio Direttivo ha fatto eseguire e poi applicare dei cartelli di grande formato (vedi allegato) con la descrizione dettagliata di tutti i palazzi d’interesse storico in collaborazione con il prof. Martinola, in seguito poi la posa ed applicazione presso tutte corti del Magnifico Borgo con la loro toponomastica dialettale.

Un’altra collaborazione importante la si è avuta con il prof. Martinola per la pubblicazione del famoso libro “I diletti figli di Mendrisio”e del non meno famoso “Mendrisio di una volta”.

Nel 1991, per il festeggiamento del 700.o della Confederazione Svizzera, si è donato al Comune il nuovo Gonfalone, (vedi fotografia allegata) con padrino l’allora Sindaco avv. Pierluigi Rossi e madrina la signora Serenella Bosia-Fontana moglie dell’attuale Presidente della Corporazione.

Sempre in quel decennio, abbiamo dato alla stampa il libro redatto dal Prof. Flavio Medici “Mendrisio nei tempi e nei luoghi”con il sostegno finanziario del Comune e della Banca della Svizzera Italiana.

Dall’inizio del nuovo millennio abbiamo contribuito finanziariamente a diverse ristrutturazioni e ripristini, la meridiana sul campanile della chiesa di San Giovanni, l’organo del Reina e alla creazione della gigantografia della pala del Luini presso la chiesa di San Sisinio, alla stampa dell’opuscolo “La chiesa di San Nicolao”sullo stesso eremo sopra Mendrisio, pubblicazione dello stemmario delle Antiche Famiglie di Mendrisio, autore Carlo Maspoli per la Schweizer Archiv für Heraldik, poi in collaborazione con la TSI un meraviglioso concerto dell’OSI al Centro Mercato Coperto di Mendrisio con solista il violinista russo Alexei Bruni discendente diretto della famiglia patrizia Baroffio, un sostanziale contributo al “Supplemento all’Armoriale Ticinese “ di Lienhard-Riva curato da Carlo Maspoli. Abbiamo pure sponsorizzato in modo sostanziale la Fondazione Processioni Storiche in occasione della preparazione della candidatura a patrimonio immateriale dell’UNESCOed all’opera attualmente in esecuzione del ricupero e restauro dell’ancona del Bagutti presso la chiesa di San Giovanni.

 

 

Inoltre, nel 2012 in collaborazione con il Consolato della Lituania di Lugano, abbiamo organizzato ed allestito presso la nostra chiesa di San Sisinio, una mostra fotografica intitolata “Artisti del Lago di Lugano e del Mendrisiotto nel Ganducato di Lituania”, dove dalla metà del XVI fino alla fine del XVIII secolo almeno una quarantina di architetti, scultori, stuccatori e pittori hanno lasciato traccia. All’inaugurazione una forte delegazione dell’Ambasciata della Lituania era presente ed è pure stata ricevuta dal nostro Consiglio di Stato e dal Municipio di Mendrisio. Questa mostra ha avuto un grande successo di pubblico e mediatico.

Nel 2017 è stata costituita la Cooperativa dei proprietari dei boschi del Mendrisiotto di cui facciamo parte, e di cui abbiamo la vice presidenza, con lo scopo di salvaguardare, proteggere e sfruttare il patrimonio boschivo della regione del Monte Generoso. 

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